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mokacenter | urban project

napoliashanghai | shanghai_ china | 2012 | concorso internazionale di architettura | primo premio


La volontà alla base del progetto è quella di esportare l’italianità non solo da un punto di vista morfologico ma soprattutto culturale. Il punto focale non sono quindi le tipologie edilizie, ma il concetto stesso di urbanistica applicato agli invasi spaziali ed ai rapporti volumetrici. Si è scelto di sovrapporre ai lotti assegnati una porzione planimetrica di Napoli, approccio semplificato notevolmente dalla similitudine tra la viabilità del bando ed un brano della città partenopea, quello compreso tra via Monte oliveto  corso Umberto I ed il fronte del porto. Si è proceduto quindi ad individuare le aree di sedime dei nuovi manufatti ricalcando lo schema napoletano. Ovviamente per ridurre l’indice di densità alcune parti ed alcuni edifici sono diventate il disegno degli spazi verdi all'interno dei nuovi quartieri. In questo modo si è riusciti a conservare i rapporti tra vuoti e pieni alleggerendo al contempo l'edificato. I lotti sono costruiti per avere accessi carrabili dalla viabilità principale e da quella secondaria lasciando ampi spazi alla pedonalizzazione. Su questo disegno abbiamo voluto sovrapporre uno schema razionale come memoria della cultura europea di città e come rapporto con la razionale forma urbana del nuovo masterplan di Shanghai; tali segni sono stati riportati come sentieri negli spazi verdi. La volontà poi di ribadire il concetto italiano di vita all'aperto, in armonia con le tendenze ecologistiche e bioenergetiche, ci ha suggerito di immaginare tutte le coperture degli edifici come spazi verdi percorribili.  L'effetto che si ottiene è quello di un'ampia zona verde che dal fiume si apre verso la città, privilegiando le aree pedonali e ciclabili. Le tipologie edilizie sono varie e vanno dalla torre all'edificio a corte, conservando però sempre, al livello strada, gli spazi commerciali. Si è scelto di non concentrare queste attività in singoli lotti, ma di distribuirle uniformemente per rendere la fruibilità del nuovo quartiere costante durante tutto l'arco del giorno. Sul fronte del fiume si è proceduto come nel resto dell'area, ad individuare le aree verdi come sovrapposizione delle aree di sedime del piano urbano di Napoli individuando nello spazio del fascio di binari presente nel porto della città partenopea, il nuovo approdo turistico previsto dal master plan. Per gli edifici infine si è immaginato di conservare un forte riferimento alle tipologie Napoletane, in un rapporto duale che và dal segno urbano alla funzione specifica. La torre da realizzarsi come da prescrizione del bando nel lotto N8 conserva anche essa nel suo impianto planimetrico la forma dell'edificio di cui prende il posto, ma nell'elevarsi acquista una peculiarità specifica. Ai suoi piedi si trova una ampia zona commerciale, questa volta concentrata e localizzata, che rende possibile, con un'altezza limitata, di evidenziare il volume della torre. La torre si alza e si inclina, si deforma stringendosi e poi riaprendosi verso l'alto. La forma deriva dall'esigenza di creare visibilità all'elemento architettonico, di rafforzarne la presenza nell'impianto urbano oltre dall'evocazione di quello che è nell'era della globalizzazione un baluardo del gusto italiano, il caffè. Il riferimento quindi è allo strumento intimo di ogni italiano, la Moka, espressione di un design del quotidiano. Il nome della torre denuncia senza riserve questo rapporto, si è scelto di chiamare il manufatto MOKACENTER sfruttando graficamente il volume dell'edificio che richiama una k rovesciata. 

L'edificio è costituito da due volumi distinti che per sette livelli salgono indipendenti creando una sorta di grande hall interna, con un forte richiamo formale alle corti italiane. Nell'atrio si aprono piccoli spazi commerciali e l'ingresso agli uffici. Il corpo scale è unico e si trova nella parte più grande dell'edificio, per cui dal terzo livello l'atrio sarà attraversato da passerelle di collegamento tra i due corpi. Dall'ottavo livello questi volumi si fondono dando vita ai piani su cui troveranno posto gli uffici. Salendo la quadratura cresce divenendo sempre più ampia ma conservando invariato l'impianto funzionale. Si è scelto di ipotizzare la collocazione di un ufficio unico per piano, con da una parte le stanze della dirigenza e dall'altra openspace per le postazioni di lavoro il tutto incernierato mediante uno spazio riunioni. La torre presenta nella facciata verso il fiume una spaccatura verde che parte dalla quota strada e crescendo arriva fino al roof garden. Nelle piante questo solco verde nasconde delle terrazze protette da un brise soleil fruibili da ogni piano uffici. Da un punto di vista energetico e di sostenibilità ambientale, l’intero edificio sarà avvolto da elementi di vetro fotovoltaico, sarà servito da un sistema di raccolta delle acque meteoriche e abbatterà i livelli di NOX grazie agli elementi in gress bionictile che abbinati al verde verticale potranno apportare anche un notevole incremento energetico. Tale sistema è stato ipotizzato sull’intera area pedonale del quartiere e consentirà la completa autonomia dello stesso. 


 



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