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spazi per l'acclimatazione | urban / cultural design

allestimento cortile museo Archeologico Provinciale di Salerno | 2017 | salerno | realizzato

co/designed with_ arcan | fonderie culturali | carla procida 


L’espressione “spazi per l’acclimatazione” è originaria dei giardini collocati sulle coste mediterranee nei quali botanici del nord Europa sperimentavano l’attecchimento di specie botaniche e l’ibridazione di nuove essenze. Parafrasando questo concetto, possiamo definire spazi di acclimatazione quei luoghi che si offrono come spazio di contaminazione a margine dei luoghi classici della cultura in cui poter sperimentare la convivenza tra differenti esperienze che, condividendo i luoghi, possano vicendevolmente contaminarsi ed arricchirsi offrendo nuovi scenari di fruizione. Tali spazi sono stati spesso considerati meri luoghi di confine all’interno di strutture fortemente caratterizzate, divenendo luoghi privi di funzione e spesso marginali al percorso culturale canonico. Con la premessa della contaminazione culturale, ed nella specificità di quei luoghi, si inserisce la proposta che lo studio di architettura Project 2.0, in collaborazione con le associazioni Arcan e Fonderie Culturali, ha sviluppato nello spazio antistante il Museo Archeologico Provinciale di Salerno.  

Il progetto ha come obbiettivo la valorizzazione degli spazi culturali attualmente poco utilizzati per renderli fruibili e vitali attraverso sinergie attive che collaborino all’individuazione di azioni materiali ed immateriali volte ad offrire nuova vita a luoghi inutilizzati.  La proposta progettuale non riguarderà interventi strutturali o edilizi ma il solo completamento ed allestimento degli spazi, per cui è rivolto a strutture già agibili e funzionali. L’intento è quello di cogliere le potenzialità di luoghi marginali nelle strutture già utilizzate o di spazi attualmente privi di funzione, per programmare attività di tipo culturale ampio aumentando di fatto la fruizione dei beni storici al di là delle funzioni già presenti.  

Il percorso progettuale è quindi distinto in più fasi:

  • individuazione delle potenziali attività collaterali da realizzarsi nel luogo in oggetto
  • individuazione degli attori che potranno dare vita alle attività
  • ideazione di un progetto di allestimento
  • crowfounding per la realizzazione dell’allestimento e degli eventi
  • creazione di un primo calendario di eventi per la valorizzazione dello spazio
  • realizzazione dell’allestimento 

Alla base di un tale approccio sono essenziali delle propensioni come l’attitudine al lavoro di gruppo, l’agire sulla scorta di idee condivise unitariamente e l’idea del superamento dell’ottica settoriale aprendosi alla contaminazione. Il confronto con enti ed associazioni, ugualmente predisposte, consente di dar vita a proposte che trascendono i classici canoni progettuali aprendo scenari nuovi e complessi. La proposta avanzata sul Museo Archeologico Provinciale di Salerno nasce proprio con tali premesse di condivisione di una visione di apertura e ripensamento di uno spazio altrimenti poco valorizzato in cui si ipotizzano scenari differenti ma sempre rispettosi del luogo in cui verranno ospitati. Un luogo ripensato e restituito alla fruizione non più dei soli turisti ma soprattutto, a quella della cittadinanza che qui possa trovare uno spazio nuovo, aperto a piccoli eventi o ad esperienze culturali varie, uno spazio anche di relax. Un luogo altro rispetto alla normale percezione, luogo di esperienza e contaminazione tra differenti generi culturali. La scelta progettuale si è orientata sul basso impatto, dando vita ad una proposta snella, semplice, che si concretizzerà in una tre giorni di autocostruzione del nuovo scenario urbano.  L’assemblaggio di semplici pedane di legno, modulari e strutturate per essere sovrapposte, offre la possibilità di realizzare un oggetto complesso fatto di piani a diverse altezze caratterizzato da molteplici modi di fruizione. Le pedane saranno rivestite da pannelli in legno in modo da ottimizzare la superficie calpestabile e presenteranno dei tagli in cui si alloggeranno piccole siepi offrendo un’immagine di maggior pregio. Con un principio similare sarà realizzata un ulteriore aiuola in cui saranno collocate dei profili metallici su cui sarà riportata un’immagine iconica del museo stesso.  Questo oggetto si configura come filtro visivo verso la strada e come elemento simbolico di chiusura dello spazio.

L’autocostuzione di tale spazio, oltre al forte valore aggregativo, ha anche una funzione pratica in quanto consente in fase di realizzazione di adattare particolari scelte esecutive per meglio adattarsi al contesto. La stessa costruzione necessita di un momento di “acclimatazione” per assumere una configurazione propria e fortemente connessa alla reale necessità. Un’esperienza, che si configura come momento già di contaminazione e che aprendosi a diverse possibili declinazioni, non è progetto calato dall’alto, invasivo, ma pura interpretazione di quello che  il luogo potrà essere, gesto spontaneo e sperimentale, atto conoscitivo ancor prima che progettuale.

Il luogo è uno spazio concluso all’ingresso del museo ma, nonostante ospiti già alcuni elementi lapidei ad oggi è un non luogo, un passaggio, che è filtro tra la strada e gli spazi museali. Luogo non percepito come tale, eppure denso di significanti richiami. L’oggetto che si è immaginato è un elemento unico costruito in modo da definire vari sotto ambienti interconnessi ma divisi, luoghi dello stare, o spazi da destinare a seduta in occasione di un piccolo evento. Questa esperienza è dunque, in fin dei conti, un laboratorio per capire come tali spazi possano trasformarsi, aprirsi a diverse interpretazioni attraverso una intensa collaborazione tra diverse professionalità e diverse esperienze che insieme ne costruiscano si i caratteri fisici ma soprattutto ne ridisegnino la funzione immaginandoli contenitori di molteplici momenti ed eventi. Tali eventi saranno un traino anche per la riscoperta del museo costruendo una continua serie di rimandi tra la conoscenza del luogo istituzionale e la riscoperta dello spazio urbano.

 

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