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Descrizione immagine

pixel | urban design

biennale di architettura |cortina d'ampezzo | 2016 | premio internazionale barbara cappochin | secondo posto | realizzato


Con il termine pixel, nella computer grafica, si indica ciascuno degli elementi puntiformi che compongono la rappresentazione di una immagine digitale, ad esempio su un dispositivo o nella memoria di un computer. Nelle immagini rappresentate da dati informatici, solitamente, i punti riprodotti sono così piccoli e numerosi da non essere distinguibili ad occhio nudo, apparendo fusi in un'unica immagine quando vengono stampati su carta o visualizzati su un monitor. Ciascun pixel, che rappresenta il più piccolo elemento dell'immagine, è caratterizzato dalla propria posizione e da valori quali colore e intensità, variabili in funzione del sistema di rappresentazione adottato. Il primo approccio alla progettazione di questo tavolo si è basato proprio su questo semplice concetto, cercandone una trasposizione su tutto quello che si può definire architettura ed in particolare sull’elemento che più la contraddistingue, e cioè l’edificio.

Come un’ immagine complessa composta da pixel, anche gli edifici sono costituiti, con i loro pieni ed loro vuoti, da piccoli elementi, che nel loro combinarsi in modi completamente diversi,  formano l’immagine dell’intera opera, caratterizzandola. Riducendo notevolmente la scala di applicazione di questi concetti infine abbiamo voluto ipotizzare un tavolo che si relazionasse con il contesto a diverse distanze. Da lontano è infatti possibile vedere un blocco compatto ma composto chiaramente da due materiali differenti per durezza e per colore, ed avere comunque un’ immagine complessiva dell’oggetto; da vicino invece, grazie al gioco dei pixel, si possono distinguere chiaramente le diverse dimensioni e profondità degli elementi e le diverse funzioni che possono assumere tali elementi grazie al loro posizionamento.

Le dimensioni del tavolo sono 200x390cm, ed è composto principalmente da due materiali , legno di noce nazionale e pietra di Vicenza. Gli elementi  di ancoraggio tra i vari parallelepipedi e la base di appoggio, verranno realizzati in acciaio zincato e verniciati a polveri . Gli elementi modulari che costituiscono il tavolo, sia quelli in pietra che quelli in legno, hanno una sezione costante di 30x30cm ed una lunghezza variabile dai 200cm di massima estensione ed un minimo di 100cm.

Ogni elemento verrà predisposto di fori sia sul lato inferiore che sul lato superiore, a meno dei moduli di chiusura nell’ultimo strato, che avranno ovviamente soltanto i fori sul lato inferiore. Tali fori sono necessari per poter bloccare tra di loro ogni singolo pezzo attraverso dei pioli in acciaio zincato verniciato a sezione quadrata. l’intero assemblaggio avverrà a secco secondo la seguente procedura: si inizierà dal posizionamento a terra, e dal suo conseguente livellamento; la base in acciaio porterà già pre saldati i primi pioli di ancoraggio. Il sistema di assemblaggio a secco, per gravità, consentirà un montaggio e principalmente uno smontaggio estremamente rapido, non dovendo rimuovere collanti o viti di nessun tipo. La sezione quadrata dei pioli di ancoraggio, consentirà di non avere nessun tipo di rotazione e quindi una modalità univoca di montaggio. Per ovviare alle possibili problematiche meteorologiche, ancora una volta torna utile l’assemblaggio a secco dell’oggetto; i moduli in legno e pietra saranno distanziati di 2mm l’uno dall’altro durante il montaggio, ma senza dover effettuare nessuna misurazione dato che i pioli pre saldati della base di acciaio, saranno posti distanziati di 2mm in più rispetto ai 300mm dei moduli. in modo da consentire il deflusso delle acque.

Il posizionamento ipotizzato per i vari moduli scaturisce dalla volontà di consentire che il tavolo diventi qualcosa in più rispetto ad un semplice espositore. 

L’idea alla base di questo tipo di aggregazione è quella di voler rendere il tavolo un oggetto urbano dotato di una sua complessità, capace di assumere diverse conformazioni a seconda dell’utilizzo, capace di mostrare, far riposare, e perché no, far giocare. La parte in cui i moduli cominciano a rientrare dando vita a forme e funzioni diverse, è concentrata su una zona ben precisa, questo per non precludere in nessun modo la sua principale funzione di “TAVOLO DELL’ARCHITETTURA” sul quale verranno esposte in mostra le immagini fotografiche.

 

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